Progetto iPark- Presidio e Cittadinanza

Fondazione CON IL SUD Bando Ambiente 2015

Codice  progetto: 2015 – AMB – 0070

Titolo:   iPark- Presidio e Cittadinanza

Soggetto Responsabile: PROODOS Consorzio di cooperative sociali

Titolo: iPark- Presidio e Cittadinanza

 

Condotta Slow Food Vesuvio, in linea con le sue esperienze e competenze nel settore della tutela della biodiversità, svolgerà le seguenti attività:

  1. Attivazione presidi Slow Food (albicocca e pane tradizionale di San Sebastiano al Vesuvio) e della loro promozione a largo raggio sul territorio vesuviano, coinvolgendo anche le aziende agricole che aderiscono al progetto ;
  2. Creazione comunità del Cibo Vesuvio;
  3. Creazione comunità di apprendimento, della Borsa Sociale e della Rete degli Orti Urbani Sociali in collaborazione con ISA-CNR con cui collabora da tanti anni.

Inoltre, Condotta Slow Food fornirà il suo supporto in termini di know how e buone prassi ai cittadini che intendono costituirsi in un Gruppo di Acquisto Solidale.

Al pari degli altri partner, Condotta Slow Food contribuirà alla diffusione delle azioni progettuali nel territorio vesuviano mediante i suoi canali comunicativi, comprese quelle che saranno realizzate in una seconda fase di progetto (raccolta fondi) al fine di concorrere alla sua sostenibilità nel tempo.

Soggetto Responsabile : PROODOS Consorzio di cooperative sociali

Organismo di Gestione (OdG): Ente Parco Nazionale del Vesuvio

Partner

  1. 1° Istituto Comprensivo tenente Mario de Rosa
  2. Associazione l’altra Napoli onlus
  3. Alisei soc.coop.sociale
  4. Associazione ComuneMente
  5. Associazione di Protezione Civile “Save Me”
  6. Chiari di bosco coop. soc. onlus
  7. CNR – Istituto di Scienze dell’Alimentazione
  8. Comune di Somma Vesuviana
  9. Comune di Pollena Trocchia
  10. Comune di S. Sebastiano al Vesuvio
  11. Comune di Sant’Anastasia
  12. Condotta Slow Food Vesuvio
  13. Slow Food Italia
  14. Vesuvio natura da esplorare

 

Obiettivi generali:

  1. Promuovere la partecipazione attiva dei cittadini per fare sistema sul territorio del Parco e porre al centro la comunità locale in un processo finalizzato a promuovere un modo nuovo di vivere e far percepire il Parco Nazionale del Vesuvio: difesa, salvaguardia e promozione di un patrimonio unico di biodiversità, tradizioni e cultura
  2. Contribuire alla riduzione del degrado ambientale del territorio del Parco Nazionale del Vesuvio mediante la realizzazione di interventi che mirino alla valorizzazione e recupero della biodiversità locale da parte della stessa comunità, al fine di migliorarne la fruibilità, promuoverne l’unicità in tutti i sensi e consentire una protezione partecipata delle aree

Obiettivi specifici:

  1. Favorire la riappropriazione del territorio da parte della comunità vesuviana mediante la promozione della cittadinanza attiva e della cultura del Bene Comune fornendo ai cittadini strumenti specifici di autoimpresa che partano dalla valorizzazione delle tradizioni agricole, delle coltivazioni e dei prodotti tipici locali, esempi di biodiversità agricola da tutelare
  2. Accrescere la consapevolezza nella cittadinanza e nelle nuove generazioni in particolare, dell’importanza di tutelare e promuovere tecniche agricole tradizionali al fine di salvaguardare alla biodiversità locale e concorrere allo sviluppo socio-economico del territorio vesuviano;
  3. Incrementare la conoscenza delle peculiarità del Parco Nazionale del Vesuvio dal punto di vista paesaggistico, ambientale, storico e culturale favorendo la raccolta e salvaguardia delle tradizioni agricole tramandate oralmente dalle vecchie alle nuove generazioni, oltre che mediante la realizzazioni di percorsi/itinerari di turismo sostenibile; 4.Favorire il recupero delle aree marginali presenti nel Parco Nazionale del Vesuvio mediante un intervento che censisca le aree a rischio di sversamento rifiuti e che operi una valutazione circa la possibilità di bonificare e coltivare nuovamente quelle aree, nonché i rischi per la salute e gli alimenti correlati allo sversamento di rifiuti avvenuti in quella zona.

Risultati attesi:

  1. Crescita della consapevolezza della comunità vesuviana sull’importanza di valorizzare e tutelare la biodiversità agricola quale strumento di sviluppo socioeconomico del territorio
  2. Crescita delle competenze di autoimpresa da parte delle nuove generazioni educate al rispetto della biodiversità;
  3. Recupero delle aree marginali a rischio di sversamento rifiuti presenti nel territorio del Parco Nazionale del Vesuvio

Azioni:

  1. Gestione e coordinamento (trasversale)
  2. Monitoraggio e valutazione (trasversale)
  3. Promozione e comunicazione (trasversale): Organizzazione eventi di promozione di nuovi presidi, Realizzazione di un Sito web di progetto Realizzazione di un App Ipark, Brochure, locandine, Conferenza stampa, seminari, stand informativi.
  4. Riqualificazione bene di San Sebastiano al Vesuvio
  5. Incubatore d’impresa: Accompagnamento alla creazione di un’impresa sociale (formazione base sui principali strumenti di management, marketing, contabilità) e Corsi di formazione/informazione sul Bene Comune.
  6. Promozione alla creazione almeno di un Gruppo di Acquisto Solidale (GAS)
  7. Attivazione di 2 nuovi presidi Slow Food: albicocca vesuviana e pane tradizionale di San Sebastiano (identificazione produttori, definizione area di produzione, supporto ai produttori a riunirsi, informazione e formazione).
  8. Creazione Comunità del Cibo Vesuvio
  9. Itinerari turistici ed educazione ambientale
  10. Banca della memoria agricola
  11. Censimento aree marginali
  12. Follow up

Il progetto intende attivare n.2 Presìdi Slow Food: albicocca vesuviana e pane tradizionale di San Sebastiano.

Presidio n. 1 per Albicocca (Promozione del paesaggio): Con il termine “albicocca Vesuviana” (“crisommole”), si indica un insieme di oltre quaranta diversi biotipi (anticamente erano quasi cento) tutti originari dello stesso luogo. In ordine di apparizione da giugno in poi, la Boccuccia Liscia, appiattita e allungata, agrodolce e di dimensioni medie, e la Boccuccia Spinosa, dolce, un po’ più grande e dalla buccia ruvida; la Baracca, di forma piatta, dal sapore asciutto; la Vitillo, grossa, tonda e leggermente agroamarognola; la Carpone, piccola e poco zuccherina; la Pellecchiella, di forma allungata e buccia sottile, considerata la migliore per gusto e profumo. Altre cultivar presenti in misura minore sono la Cafona, la Prete, la Monaco Bello e la Palummella.. Sono apprezzate sul mercato per le loro caratteristiche organolettiche, soprattutto per sapidità e dolcezza. Si distinguono dal punto di vista estetico per la presenza di un sovracolore rosso sfumato o punteggiato sulla base giallo-aranciata della buccia di una buona parte di esse. Il territorio interessato alla produzione è compreso nei seguenti comuni: Boscoreale, Boscotrecase, Cercola, Ercolano, Massa di Somma, Ottaviano, Pollena Trocchia, Portici, S. Anastasia, S. Giorgio a Cremano, S. Sebastiano al Vesuvio, S. Giuseppe Vesuviano, Somma Vesuviana, Terzigno, Trecase, Torre Annunziata, Torre del Greco e Nola. La Campania è la regione più importante, nella coltivazione di albicocche, con quasi 50.000 tonnellate di prodotto, proveniente per la maggior parte dall’area vesuviana, che rappresenta circa l’80% della produzione regionale. Nell’area dei comuni vesuviani attualmente vi sono circa 2000 ettari di albicoccheti, con una produzione che in condizioni climatiche normali si dovrebbe attestare sui 400.000 quintali. La maggior parte è destinata al consumo fresco. Una quota variabile di anno in anno viene trasformata in nettari, ossia in succo e polpa, mentre una piccola parte viene trasformata in confetture, essiccati e canditi, e in ultimo una quota molto limitata è trasformata in prodotti surgelati e sciroppati. (Fonte: www.slowfoodvesuvio.com).

Presidio n. 2- Pane tradizionale di San Sebastiano: il cosidetto “pane cafone” è un prodotto tipico dell’area vesuviana. Fatto di farina, acqua, sale elievito madre, a lunga conservazione è possibile trovarne di vari formati I forni dei paesi lo preparano in vari formati: la cocchia (lunga e schiacciata), la pagnotta (tonda e schiacciata), il palatone (un parallelepipedo piuttosto alto con le estremità arrotondate, del peso di un chilo-un chilo e mezzo), la palatella (da mezzo chilo). Il progetto intende farne un presidio sia per salvaguardare un prodotto di eccellenza della nostra tradizione, ma anche per promuovere una cultura materiale che può rappresentare un volano economico per le future generazioni e soprattutto per affiancare i produttori del Presidio nella battaglia per la legalità e la tracciabilità del prodotto. L’obiettivo nel medio periodo è legare la produzione di questo pane all’utilizzo di grani “antichi”, campani, la nostra Regione nella Banca Regionale del germoplasma ha reperito alcune antiche varietà di grano duro e tenero tra cui si segnalano: Senatore Cappelli, Saragolla, Risciola e Romanella; si tratta di varietà magari meno produttive ma di maggiore sapidità, e qualità in un circuito virtuoso a sostegno dell’agricoltura, dell’ambiente e del lavoro. (www.slowfoodvesuvio.com). Sul territorio è presente UNIPAN, un’associazione comprendente circa n.15 panettieri che intende promuovere la produzione del Pane tradizionale di San Sebastiano al Vesuvio. Questo Presidio sarà anche Presidio Legalità.

 

I presidi, nascono con l’intento di sostenere le piccole produzioni tradizionali a rischio di scomparsa, valorizzano territori, recuperano mestieri e tecniche di lavorazione antichi e, soprattutto rappresentando modelli virtuosi di agricoltura, intendono nella fattispecie salvaguardare la produzione locale del Pane tradizionale di San Sebastiano e la coltivazione dell’Albicocca.